Oltre che fare lezioni a domicilio
Abbiamo 2 sedi:
-Capiago intimiano (CO)
-Carate Brianza (MB)
 
Ci sono diverse tipologie di corso:
-individuale presso nostre sedi
-individuale a domicilio dell'allievo
-collettivo (max 4 persone dello stesso livello e vicine di età) presso nostre sedi o a domicilio

 
 
COSTI:
 
CORSO CHITARRA COLLETTIVO: 12€/ora ad allievo
CORSO CHITARRA INDIVIDUALE PRESSO NOSTRA SEDE: 20€/ora
CORSO CHITARRA INDIVIDUALE A DOMICILIO: 25€/ora

CORSO CHITARRA ELETTRICA COLLETTIVO: 12€/ora 
CORSO CHITARRA ELETTRICA INDIVIDUALE PRESSO NOSTRA SEDE: 20€/ora
CORSO CHITARRA ELETTRICA INDIVIDUALE A DOMICILIO: 25€/ora

CORSO CHITARRA BLUES COLLETTIVO: 12€/ora 
CORSO CHITARRA BLUES INDIVIDUALE PRESSO NOSTRA SEDE: 20€/ora
CORSO CHITARRA BLUES INDIVIDUALE A DOMICILIO: 25€/ora

SFOGLIA LA PAGINA E TROVERAI MOLTO MATERIALE RIGUARDANTE I CORSI DI CHITARRA. PER LE VIDEO LEZIONI CHE FACCIAMO VAI SU www.youtube.it/myschoolhouserock

 

 

 

trust

american idiotamerican idiot 2

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=YMdFO9d4HiM?rel=0]


castle of glass

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=mYZXXfcr8GI?rel=0&w=420&h=315]

entersandman

entersandman 2

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=uUn95LbWOtY?rel=0&w=420&h=315]


interludio born to run

lonely daymad world

money

money 2

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=5MX3iwlSY4A?rel=0&w=420&h=315]

nothing else matter

nothin g else matter

pirati dei caraibi


pirati dei caraibi 2

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=hFYrP4iplCs?rel=0&w=420&h=315]

sintesi fear of the dark

stray heart

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=XWYICHjetdI?rel=0&w=560&h=315]

sweet child solo velocetender

The great gig in the skyCANTO: il massimo del vocalizzo

VARIE TECNICHE SOLISTICHE

Spesso si considera la tecnica come sinonimo di velocità esecutiva. Un brano particolarmente veloce richiede una buona
conoscenza dello strumento e tecnica d'esecuzione. All'opposto possedere una buona tecnica strumentale consente di
suonare più velocemente. E' altresì vero che alcuni brani veloci non richiedano particolare abilità tecnica d'esecuzione e
viceversa alcuni brani meno veloci siano più impegnativi sul piano tecnico.
 
Di seguito alcuni brevi cenni sui vari tipi di tecniche d'esecuzione in uso ai chitarristi, quali: Palm Muting, Bending, Vibrato,
Hammer-On, Pul -Off, Tapping, Ska Picking, Speed Picking, Sweep Picking, String Skipping, Slide, Pinch Harmonic, Feedback.
 

PALM MUTING

 
La tecnica consiste nell'appoggiare, mentre si suona, il palmo della mano destra sulle corde smorzandone la vibrazione.
La mute note (pennata stoppata) crea delle accentuazioni d'effetto mediante l'esecuzione di una pennata in cui il fianco
esterno della mano DESTRA blocca, contemporaneamente allo scorrere del plettro, il vibrare delle corde, creando un effetto
percussivo. Puo' essere ottenuto anche mediante un leggero e rapido rilascio della mano SINISTRA sull'accordo.
E' piu' frequente l'utilizzo combinato delle due tecniche.
E' una delle tecniche più utilizzate ed è facilmente assimilabile ma non altrettanto facile da padroneggiare appieno. Viene
utilizzata in parti d'accompagnamento e più frequentemente in veloci riff stoppati abbinati a suoni distorti.
 

BENDING - PRE-BENDING - RELEASING - VIBRATO

 
Il Bending è la tecnica mediante la quale si aumenta la tensione della corda in vibrazione (quindi dopo aver emesso il suono)
aumentandone l'altezza di 1/4, 1/2, 1 tono e più (in questo caso con l'ausilio abbinato della leva su un ponte mobile).
Il dito che preme la corda sulla tastiera (generalmente l'anulare con il dito medio di rinforzo) esegue uno spostamento verso la
corda superiore (più raramente verso la corda inferiore) portando la corda suonata a ridosso ed anche oltre le altre corde.
In questo modo la tensione della corda suonata aumenta in modo significativo portando ad un'innalzamento di tono. Questo
innalzamento deve avvenire in modo fluido e graduale, anche se repentino, e non a strappi (si pensi ad esempio al Blues).
Successivamente alla fase di Bending subentra la fase di rilascio della corda in tensione - Releasing - in cui il suono torna alla
nota corrispondente al capotasto suonato.
Un particolare di questa tecnica è il Pre-Bending che, contrariamente al Bending, pone prima in tensione la corda sul tono
ipotetico che si vuole ottenere senza aver percosso la corda stessa. Il suono quindi viene prodotto sulla corda in tensione ed il
suo successivo rilascio (Releasing) produce un suono di tono superiore che gradualmente ritorna al valore iniziale della nota.
Il Vibrato produce una continua variazione di tono (non di notevole entità) applicando in alternanza la tecnica di Bending e
Releasing. E' importante che il movimento sia fluido e sciolto in modo tale che il tono generato sia sempre lo stesso.
 

HAMMER ON - PULL OFF

 
Le due tecniche specifiche consentono di porre in vibrazione le corde direttamente sulla tastiera senza l'uso del plettro (o
comunque senza l'uso della mano destra). Vengono spesso utilizzate nei passaggi veloci agevolando il lavoro della mano
destra portando un incremento nella velocità d'esecuzione.
L'Hammer-On è una legatura ascendente (in termini di suono e fisicamente discendente sulla tastiera) in cui un dito della mano
sinistra da una posizione di riposo si porta velocemente sul tasto, creando cosi' un effetto percussivo (caratteristica delle
country songs americane sul movimento del basso). Viene prima messa in vibrazione (col plettro) la prima nota (esempio al 5°
tasto), la seconda nota (esempio al 7° tasto) viene messa in vibrazione dal rapido abbassamento del dito della mano sinistra
sul tasto corrispondente
Il Pull-Off è una legatura discendente (in termini di suono e fisicamente ascendente sulla tastiera) in cui un dito della mano
sinistra viene rimosso dal tasto; il movimento prodotto pone in vibrazione la nota superiore. Viene prima messa in vibrazione
(col plettro) la prima nota (esempio al 7° tasto), la seconda nota (esempio al 5° tasto) viene messa in vibrazione dallo strappo
laterale prodotto dalla repentina rimozione del dito sulla tastiera (il secondo dito deve essere già posizionato sulla seconda
nota).
Per la possibilità di unire con rapidità note diverse, l'Hammer-On ed il Pull-Off vengono anche definiti rispettivamente Legato
Ascendente e Legato Discendente. Molto spesso le due tecniche sono abbinate ed utilizzate congiuntamente.
 

TAPPING

 
La tecnica di Hammer-On e Pull-Off della mano sinistra necessita di un continuo coordinamento con la mano destra che deve
suonare la prima nota ed inizializzare la sequenza.
Limitare l'uso del plettro da parte della mano destra può portare dei giovamenti.
Con il Tapping si rinuncia all'uso del plettro per la prima nota, che verrà suonata attuando una sorta di Hammer-On o Pull-Off
mediante uno o più dita della mano destra. All'apparenza può apparire una tecnica complicata e di difficile attuazione in quanto
è richiesto il rapido spostamento della mano sulla tastiera; operazione generalmente non demandata alla destra. Esiste invece
una serie di vantaggi in quanto vengono eseguiti più agevolmente veloci Hammer-On e Pull-Off e le sequenze risultano più
omogenee poichè il suono iniziale è anche lui generato da una sorta di Hammer-On (il Tapping appunto) ed è inoltre possibile
il rapido cambio di corda senza rinunciare all'effetto di legato.
Il Tapping (colpo sulla corda) viene dato, in corrispondenza della nota da suonare, con il dito indice della mano destra (il pollice
ed il medio stringono il plettro).
Questa tecnica viene utilizzata congiuntamente alla tecnica di Hammer-On e Pull-Off della mano sinistra.
 

SKA PICKING

 
Lo Ska Picking è una tecnica d'esecuzione ritmica su accordi limitata ad uno specifico genere; non richiede particolari doti
tecniche ma necessita di esercizio pratico. Sovente viene sottovalutata, non trovando spazio in altri generi musicali.
Lo Ska Picking restituiisce un suono unico ed inconfondibile e l'esercizio di tale tecnica sicuramente arricchisce il nostro
bagaglio tecnico.
Il suono prodotto non viene modificato da effetti, ma da una leggera distorsione Crunch. La tecnica d'esecuzione prevede una
normale ritmica ad "ottavi" in cui la pennata in battere (dall'alto verso il basso) viene eseguita in Palm Muting. La successiva
pennata in levare (dal basso verso l'alto) viene eseguita lasciando vibrare le corde (Let Ring) ma stoppandole immediatamente
dopo. Un'alternativa a questa tecnica che la semplifica - anche se non produce lo stesso risultato - è eseguire la sola pennata
in levare e subito stoppare il suono. Un'ulteriore accorgimento potrebbe essere quello di eseguire lo stop delle corde, anzichè
con il Palm Muting della mano destra, con il leggero sollevamento delle dita della mano sinistra dopo aver suonato l'accordo.
 

SPEED PICKING

 
Tecnica di pennata veloce. Nell'esecuzione occorre assicurarsi che le dita della mano SINISTRA e la pennata della DESTRA
siano vicini alle corde onde evitare qualsiasi movimento eccessivo che possa rallentare l'esecuzione.
Pennare ogni singola nota premuta sul capotasto, mantenere un tempo che consenta ad entrambe le mani di operare
contemporaneamente con coordinazione ed inizialmente non forzare l'esecuzione (la velocita' e' il prodotto dell'accuratezza
d'esecuzione).
Un denominatore comune fra i Fast Pickers sembra essere un plettro HEAVY (o EXTRA HEAVY). Utilizzando un plettro sottile
e flessibile si produrra' un'eccessivo movimento dello stesso nell'eseguire la pennata a scapito della velocita' d'esecuzione.
Per l'utilizzo con la chitarra elettrica e' consigliabile utilizzare un plettro in acciaio inossidabile (STAINLESS STEEL).
Questi non si curvera' affatto e permettera' di restare molto vicini alla corda cosicche' non si dovra' attendere il ritorno alla sua
forma originaria prima di iniziare la pennata successiva.
 

SWEEP PICKING

 
Letteralmente: spazzata che pulisce.
Lo Sweep Picking è una tecnica di arpeggio eseguita dalla mano destra con utilizzo di pennata continua discendente e ritorno
con pennata continua ascendente.
E' simile al modo in cui un violinista sostiene una nota con l'arco. L'arco viene spostato avanti ed indietro a velocità costante
nei due sensi; viene fatto così uniformemente che la nota è costante. Similarmente, il chitarrista plettra ogni corda con un
movimento discendente ed ascendente regolare e costante. Come il movimento verso il basso o verso l'alto progredisce con
la mano destra, la sinistra diteggia le note appropriate al momento appropriato (ossia la sinistra non mantiene la diteggiatura
come per un accordo tenuto ma diteggia la nota quando necessario e successivamente la rilascia passando alla successiva).
 

STRING SKIPPING

 
Letteralmente: salto della corda.
Lo String Skipping è una tecnica demandata alla mano destra e consiste nel salto di una o più corde. La tecnica richiede un
movimento extra in quanto implica un salto maggiore da parte della destra (e conseguentemente un più ampio spostamento
da parte della sinistra sulla tastiera). E' comunque molto importante tenere allenata questa tecnica in quanto non sempre la
prossima nota è sulla prossima corda.
 

SLIDE

 
Lo Slide (glissato) è la tecnica d'esecuzione che prevede lo spostamento (o meglio lo slittamento) sulla tastiera, da parte di un
dito della mano sinistra che passa da un capotasto all'altro senza diteggiarlo direttamente (utilizzando due differenti dita), ma
eseguendo uno slittamento mantenendo premuta la nota sul capotasto. In questo modo si produce non un suono netto e
distinto fra la nota di partenza e quella di arrivo, ma un suono continuo dove è altresì percepibile l'alterazione nel passaggio
intermedio. Lo Slide può essere discendente (Slide Down) se eseguito sulla tastiera ad esempio dal 7° al 9° capotasto o
ascendente (Slide Up) se eseguito sulla tastiera ad esempio dal 9° al 7° capotasto.
 
 
Di seguito alcuni EFFETTI ottenibili sulla chitarra. Non possiamo parlare di tecnica vera e propria ma comunque per la loro
esecuzione è necessario attuare una "certa tecnica": Fischio (Pinch Harmonic), Feedback.
 

PINCH HARMONIC (Fischio)

 
Il Pinch Harmonic (letteralmente pizzico) si attua mediante il lato sinistro del pollice della mano destra che, subito dopo che il
plettro ha colpito la corda, sfiora leggermente la corda in vibrazione, quasi stoppandola. Il punto di contatto del pollice sulla
corda deve essere in corrispondenza di un armonico; la nota plettrata si trasformerà quindi nell'armonico relativo al punto di c
ontatto del pollice. Ad esempio sulla Stratocaster, dove sono posizionati i poli del pickup al manico si trova l'armonico del 24°
tasto - lo stesso armonico che troviamo al 12° tasto ma un'ottava più alto (ciò non è applicabile ovviamente ad una chitarra con
24 tasti !!). Il pickup selezionato deve essere quello al ponte. Nello spazio tra il pickup al manico ed il ponte si trovano altri
armonici e bisogna sperimentare un pò per trovarli e farli suonare.
La tecnica dei Pinch Harmonic è una delle più difficili da padroneggiare, ma suona cool se fatta nel modo giusto. Per una
corretta esecuzione occorre che la distorsione sia al livello massimo e la chitarra selezionata sul pickup al ponte. Funziona un
pò meglio eseguendo il bending della corda. Il pollice sfiora la corda, smorzandone la vibrazione, immediatamente "dopo" il
colpo del plettro e "non insieme" !! Pickups Humbucker facilitano il compito, sebbene sia possibile anche con Single Coil.
Se attuato su una chitarra acustica, l'armonico che scaturisce è pressoche inudibile e persino su una chitarra overdriven è
appena udibile; per massimizzare il volume si cercano armonici localizzati il più vicino possibile ai pickups. Enfatizzando le note
acute si rende più udibile l'armonico.
 

FEEDBACK

 
Come per il Pinch Harmonic, anche per il feedback occorre fare dei tentativi per trovare la giusta soluzione e soprattutto è
necessario suonare a volumi alti in modo che il suono prodotto dall'altoparlante dell'amplificatore rimetta in vibrazione la corda
innescando il feedback. Si procede con il pickup al ponte, distorsione al massimo con il tono quasi a zero, ampli a volume e
gain sostenuto. Occorre posizionarsi ad un paio di metri dall'ampli, di spalle in modo da evitare fischi indesiderati (effetto
larsen) e si suona una nota sulla 2° corda SI intorno al 12° tasto. Ci si sposta con il corpo fino a trovare un punto in cui questa
nota continua a suonare o ci si sposta sul manico per trovare una nota più consona ad andare in feedback.
Per ottenere e controllare tale effetto è comunque necessario fare diversi tentativi, soprattutto per quanto riguarda la distanza
e la posizione rispetto all'ampli sino a trovare il giusto sustain.

PERCHE' FARE MUSICA?

La musica come tante forme d’arte, è lo specchio della nostra vita sociale, sia quando è di alto livello culturale e sia quando è di scarso valore culturale, difficile è la scelta di ciò che è veramente culturale e ciò che non lo è. La musica rappresenta il “mezzo” per sfogarsi, per rilassarsi e, soprattutto per i giovani, una ragione di conforto ed un modo per sentirsi uniti, indipendentemente dal paese di appartenenza. Ogni società possiede una propria tradizione musicale, così come possiede una propria lingua: quest'arte rientra, dunque, in tutti i campi della nostra vita e costituisce una componente di grandissima importanza tanto nella religione, quanto nel campo civile, ma parlando in generale, è anche l'elemento essenziale di alcune forme di intrattenimento, come il teatro o la televisione… Delle varie forme in cui la cultura si manifesta, la musica è da tempo tra le più presenti e seguite, al punto che si può parlare di un vero e proprio “boom musicale” che non trova pari in nessun altra epoca storica e di cui gli indicatori più evidenti sarebbero l’espansione costante del mercato discografico, in forte ascesa in tutti i settori delle comunicazioni di massa e la centralità della musica come medium di socializzazione per le nuove generazioni. In anni più recenti gli sviluppi dell’informatica di massa hanno dato un importante contributo all’invenzione di tecnologie inedite anche per la didattica musicale che da tempo fatica a tenere il passo con la contemporaneità; proprio dall’informatica di massa sembra giungere lo stimolo necessario per la realizzazione di un efficace incontro tra educazione musicale e novità, in cui si auspica la musica, di ogni genere e provenienza, possa riacquisire un valore “culturale” che le nuove generazioni, nel “consumerismo” mediale di questi anni, sembrano aver dimenticato.

Insomma tre buoni motivi:

-La musica è per tutti e di tutti

-Di musica si può vivere

-E' un buon modo per rilassarsi

Buon Corso a Tutti!

Oscar Francani

IL ROCK NON E' SOLO MUSICA

Fin     dall'antichità alla musica era attribuita una     precisa funzione etico-culturale, che richiamava agli alti valori     morali dell’uomo civile. In tale attribuzione però, fin dall’antichità, era     insita una visione della società divisa in classi. La musica non poteva     essere per tutti uguale, ed al cittadino colto non si confacevano melodie     “profane” che erano parte di un mondo volgare (del volgo). Ciò però non     proibì al musico di mantenere la libertà creativa, data da un’arte     difficile da descrivere e costringere in regole fondate su di un codice     morale.

Lo stesso Aristotele affermò: [ ... ] bisogna lasciare libertà agli artisti di adattare il genio mentale al temperamento dello spettatore.[1] Nel Medioevo, grazie alla notazione, la musica si poté evolvere in una forma più complessa. Da luoghi chiusi quale erano le abbazie e i monasteri, la musica entrò in nuovi spazi e ciò segnò la nascita di un nuovo protagonista nell’ambito musicale, il pubblico.

Tutto ciò che aveva un pubblico, un ascolto, poté a pieno titolo definirsi facente parte della cultura artistica di un popolo, anche se ciò non escludeva una sua mercificazione. Ma fu con l’avvento della popular music che il rapporto cultura-mercificazione si consolida dando vita ad un mercato in cui l’espressione artistica divenne prodotto-oggetto.


[1] Aristotele, Politica, VIII, 1342 a, 7, trad. di V. Costanzi, in “Filosofi antichi e medievali”, a cura di G. Gentile, Laterza, Bari 1948.

LA POPULAR MUSIC

Più corretta, in questo caso, sembrerebbe la     traduzione con il termine musica leggera. Popular music si può     quindi definire un macrogenere musicale che include al suo interno diversi     generi quali il rock, la musica folk, la musica pop che a loro volta     si suddividono in vari filoni.

 

La popular music può essere definita un macro-genere[1]musicale, insieme dei vari generimusicali sorti e conosciuti “grazie e per” la distribuzione di massa da parte del mercato fonografico, con la comune caratteristica di una forma musicale breve. Traducendo spesso “popular music” nell’italiano musica pop, a causa dell’uso comune che si fa di questo termine per definire un vero e proprio genere di musica distinto dal rock, dal punk, dalla dancee da altri generi contemporanei, si perde il carattere di macro-genere descritto precedentemente.


[1] In tal senso, il significato del termine popular music sembra restringersi al concetto di musica pop, definibile da Sibilla come «un macrogenere musicale contemporaneo che comprende tutti i sottogeneri specifici della canzone popolare sviluppatisi a partire dall’avvento del rock ‘n’ roll, contraddistinti dalla diffusione intermediale su supporti fonografici e mezzi di comunicazione», anche se il termine musica pop indica «un campo più ristretto e definito rispetto a quello della popular music.» (G. Sibilla, I linguaggi della musica pop, op. cit., p. 29), allora il termine macrogenere può essere applicabile, in tal senso, anche al più grande insieme della popular music.

BLUES

Fino ai primi anni venti la trasmissione radio di popular music era estremamente effimera. Esistevano case editrici che pubblicavano testi swingfolkblues, ma si trattava di pubblicazioni non prescrittive: ogni cantante ed ogni band adattava di fatto quelle musiche alle proprie esigenze.  IL GIRO BLUES (Liv. 2)

Lo swing, il be-bop, il blues, erano solo alcune forme estemporanee di cultura musicale popular rese più appetibili da un arrangiamento in forma leggera, dato che per economia di spazio d’incisione, si incentrava l’opera su di un tema ricorrente come ritornello, la parte più facilmente memorizzabile e capace per questo di divenir oggetto di popolarità.

Negli anni '40 iniziò un’opera di riappropriazione della musica da parte dei cantanti di colore che andrà poi progressivamente coinvolgendo anche i bianchi, e i successivi fenomeni del rock and roll e del rock si configurano appunto come una nuova, diversa commistione fra le due comunità. Il pubblico bianco finì per decretare il successo del rhythm and blues, che nel 1949 come genere era in testa a tutte le classifiche.[1]


[1] Nel 1946 Muddy Waters incise il primo disco di blues elettrico di Chicago, mentre nel 1947 un giornalista di Billboard, Jerry Wexler, coniò il termine "Rhythm'n'Blues" per descrivere questo nuovo genere. Sempre più etichette nascevano per promuovere la musica nera, come la Modern (1945), la Speciality (1946) e la Imperial (1946), tutte di Los Angeles. L'Atlantic fu fondata a New York nel 1947 per promuovere la musica nera che si collocava tra jazz, rhythm'n'blues e pop. La musica nera si fece sempre più aggressiva e dura come testimoniano Roy Brown con il suo hit Good Rockin' Tonight in Texas (1947) e il sassofonista rhythm'n'blues di Detroit Wild Bill Moore con We're Gonna Rock We're Gonna Roll (1948) e I Want to Rock and Roll (1949).

IL ROCK N ROLL!

Nella musica acquista sempre più importanza l’elemento vocale e con esso la figura del cantante. La maggior parte delle voci provenivano dal Texas, ma presto il rhythm and blues che si diffuse in tutta l’America, non faticò a reperire talenti vocali un po’ dappertutto. A Menphis, a pochi chilometri da Nashville, centro motore del mercato discografico dell’america bianca e borghese che è ancor oggi, andò sviluppandosi una notevole concentrazione del business afroamericano del r’n’b (abbreviazione del termine rhythm and blues). L’evento che segna però l’inizio dell’epoca rock, viene individuato nella prima partecipazione di Elvis all’Ed Sullivan Show (9 settembre 1956).[1] L’operazione che il business discografico tentò nei confronti di Presley fu quella di farne un singer di rhythm and blues di razza bianca.

Elvis Aaron Presley fù l’icona fondamentale di questo nuovo fenomeno ma attorno a lui si stavano proponendo molte figure simili. Nessuno pensava che il rock' n' roll sarebbe durato. Molti discografici non lo capivano e non lo ascoltavano. Pensavano di far soldi il più in fretta possibile.

Nel momento in cui ci si accorse delle potenzialità del rock, si iniziò a investire anche in Europa su giovani ragazzi che riproponevano l’immagine delle star d’oltreoceano già affermate come Buddy Holly, Little Richard, Elvis, etc.

Domenica 17 aprile 1960 Cochran morì in un incidente stradale nei pressi di Chippernham, nel Wiltshire, mentre andava con Vincent all'aereoporto di Londra dopo un concerto a Bristol. Anche Vincent, che portava ancora i segni di uno scontro in moto, rimase ferito, fratturandosi tra l'altro la clavicola. Mancavano sedici giorni alla serata di Liverpool ma Parnes non volle sentir parlare di annullamento. Al contrario, quando seppe che Vincent sarebbe stato in grado di onorare l'impegno, Williams aggiunge alla già affollata locandina altri due artisti di Parnes, Julian "X" e Dean Webb, nonchè altri artisti locali: Gerry and the Pacemakers, Bob Evans and his Five Shillings (un gruppo di Wallasey), Mal Perry e i Connaughts.
I Quarry Men, che Stuart Sutcliffe aveva ribattezzato Beatals in onore dei Crickets di Buddy Holly, erano come al solito senza batterista e quindi non furono invitati; assistettero però allo spettacolo seduti tra il pubblico, in mezzo a scene di delirio (un'anticipazione degli anni a venire). Fino a quel momento, l'unico ingaggio che il complesso aveva ricevuto da Williams era stato per imbiancare i bagni delle signore al Jacaranda Coffee Bar.

[1] Fu la prima apparizione di Elvis allo show. Con lui quella sera erano stati invitatiCharles LaughtonDorothy SarnoffAmru SaniThe Vagabonds e The Amin Brothers. Elvis cantò per l’occasione Don’t be cruelLove me tenderReady teddy e Hound dog, suoi celebri successi.

DAL ROCK N ROLL AL ROCK

Le subculture americane divennero pian piano moda e si istituzionalizzano in uno stile che trova nella Londra di inizio anni ’60 il centro propulsore. «Molto prima che il 1963 cambiasse per sempre la storia della musica, l'Inghilterra aveva già un business pop: la moda.»[1] Il 1963 segna l’inizio di una nuova era. Iniziano ufficialmente gli anni del boom economico e della rivoluzione dei costumi. Si affermano nuovi nomi come Bob Dylan con l’album The freewheelin’[2] e i Beatles con l’album Please, please me[3] oltre che con il primo film da loro stessi interpretatato A Hard Day’s Night di Richard Lester.[4] Molte band, anche in Itaia, fondano, a proprie spese, studi di registrazione ed autoproducono la propria musica e la registrazione nel mixage di studio si eleva ad essere concepita come arte sonora.

Il pensiero musicale si rivolge sempre più verso la definizione e la creazione di un sound specifico da dare alla propria opera, e inizia così anche un periodo di rielaborazione di vecchi brani, in una fusione di stili che creano fratture nel già eterogeneo mondo popular.

I Beatles furono fenomeno a parte, data la loro grande fama, divennero per il mondo intero l’icona del pop anche se la loro musica si spinse oltre a un buon successo commerciale. Assieme a loro i Rolling Stones che divennerò il modello incontrastato per molte band rock di casa nostra. Numerosissimi furono i loro brani tradotti e cantati in italiano.


[1] A. L. Oldham, Stoned: come s'inventa la più grande band del mondo, Arcana, Roma 2001, p. 103.

[2] The Freewheelin’, Columbia, 1963. Secondo lavoro di Bob Dylan, alias Robert Zimmerman, un artista nato nel '41 a Duluth, Minnesota, e formatosi culturalmente a New York, nei club del Greenwich Village frequentati da beatnik quali Jack Kerouack, Gregory Corso, William Burroughs, Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti. Dylan unisce la tradizione dei folk singer (suo nume tutelare rimarrà sempre il più noto tra essi, Woody Guthrie) alla protesta sociale degli scrittori beat.

[3] Prima edizione, Parlophone PMC 1202, 22 marzo 1963. Prima edizione estera, Parlophone PCS 3042, 26 aprile 1963.

[4] In origine il film (la frase del titolo si rifà ad una espressione gergale usata a tormentone da Ringo Starr) avrebbe dovuto intitolarsi Beatlemania; con un taglio fra il semi-documentaristico e il musical ricco di invenzioni, i quattro musicisti sono seguiti dalla cinepresa durante il movimentato trasferimento in treno da Liverpool a Londra dove dovranno tenere un concerto. Braccati dai fans, i musicisti - fra figure di contorno di scarso spessore - riusciranno a presentarsi all'appuntamento (non prima però di essersi recati in incognito in un club, abbandonando in maniera sbarazzina la sessione di prove). Il film debuttò al London Pavillon alla presenza della famiglia reale. Ebbe due nomination agli Oscar e gli incassi coprirono dieci volte il costo della realizzazione. Il regista Lester racconterà di essersi limitato a muovere la camera da presa al ritmo della musica, ma il film si rivelerà il maggiore successo cinematografico dei Beatles. In Italia uscì nel 1964 con il titolo Tutti per uno.

L’HARD ROCK

La musica divenne un evento collettivo di massa reso possibile dall’amplificazione del suono, un traguardo che fu raggiunto anni prima dell’era rock, con la trasformazione delle onde sonore in impulsi elettrici e con la loro riconversione in suono.[1] All’invenzione fece presto seguito la nascita di un mercato della musica elettrificata: amplificatori, distorsori, chitarre elettriche.[2]Con esso, mutò la stessa sensibilità del pubblico e la ricchezza dei suoni industriali, i rumori delle strade e dei porti, i rumori nell'aria, divennero parte di un linguaggio musicale conosciuto dalla massa.

Al di là delle possibili motivazioni economiche dei produttori che, in una tecnologia elettronica a basso costo, trovavano la carta vincente per produrre musica senza l’utilizzo relativamente costoso di insiemi orchestrali, la musica rock utilizzava quei rumori ed effetti, ricreati grazie al suono elettrificato, come parte per la creazione di un proprio  linguaggio musicale  in cui, gli stessi testi rock, spesso duri e inflessibili, riflettevano situazioni umane, civili e sociali, di crudo realismo.


[1] Cfr. M. Chion, Musica, media e tecnologie, op. cit., p. 19.

[2] Nel 1931 Adolph Rickenbacker inventò la chitarra elettrica e nel 1933 Laurens Hammond inventò l'organo omonimo. Attorno al 1945 Les Paul inventò l’"echo delay", il "multi-traccia" e altre tecniche di registrazione che anni più tardi sarebbero state utilizzate da produttori di tutto il mondo.

Alla fine degli anni ’70 la Tv privata diviene il canale pubblicitario principale per le aziende e, a monte di una scelta di programmazione il più possibile attuale e corrispondente alle aspettative di un campione di pubblico diviso in fasce, si rende necessaria la creazione di trasmissioni per i più giovani, ora possessori di un potere d’acquisto senza precedenti. Nell'agosto 1981 nasce negli stati Uniti, Music Television, MTV, un’offerta della televisione via cavo Warner Amex, che si può definire il primo strumento promozionale dal declino della radio nazionale a consentire una rapida commercializzazione nazionale dei dischi ponendo il filmato video, relativamente costoso, al centro del processo di vendita.

Il videoclip musicale diviene in questo modo, l’emblema e il sintomo del bisogno di espressività dell’era della comunicazione, che l’incontro di più linguaggi in un unico formato propone come nuovo testo pop attraverso cui incrementare al massimo gli stimoli emotivi della canzone.

Nel “consumerismo” musicale di quegli anni, il testo musicale, che può mantenere la sua autenticità per ciò che riguarda l’atto creativo, è inserito in un contesto comunicativo progettato a tavolino dall’industria discografica che designa i modi e i luoghi in cui la musica si presenterà al pubblico.

Nato a Milano nel 1911, Nino Rota, muore il 10 aprile 1979 all’età di 68 anni. La musica italiana e il cinema perdeva uno dei talenti più eclettici italiani. Famoso in tutto il mondo per le sue colonne sonore. Autore di commedie liriche e drammi, di pagine strumentali e vocali. Il suo geniale talento e la grande amicizia con Fellini. Il 10 aprile di trenta anni fa la musica e il cinema italiani perdevano un compositore talentuoso ed eclettico come Nino Rota. Quando si ha a che fare con artisti del suo calibro anche solo enumerare le musiche da film realizzate diventa un’impresa titanica. Perché la sua carriera è piena di capolavori.

IN ITALIA

Il compositore milanese ha scritto le musiche di quasi tutte le pellicole di Federico Fellini (da “Lo sceicco bianco” a “I vitelloni”, da “Il bidone” a “Le notti di Cabiria”, da “La dolce vita” a “8 e ½”, da “Fellini Satyricon” ad “Amarcord”), quelle dello straordinario gioiello di Mario Monicelli “La grande guerra”, e di altre pellicole che hanno segnato il cinema italiano come “Rocco e i suoi fratelli” e “Il Gattopardo” entrambi di Luchino Visconti e della grande saga di “Il padrino” e “Il padrino – parte II” di Francis Ford Coppola. Scontato che tra i riconoscimenti ricevuti in carriera vi sia anche un Oscar, ottenuto per la miglior colonna sonora, nel 1975, de “Padrino parte II” (scritta insieme a Carmine Coppola).

VASCO

Vasco afferma che nel 1979, anno in cui è stata scritta e composta la canzone, fece firmare al musicista Alan Taylor, scomparso di recente e con il quale lavorò agli esordi della sua carriera, tutte le canzoni del suo album che aveva come il titolo lo stesso nome della canzone, Albachiara. Vi starete chiedendo per quale motivo tutto ciò?!? In cambio di una chitarra. Ebbene si, Vasco si era innamorato del fantastico suono della chitarra di Alan e sapeva benissimo che non poteva permettersela e propose un baratto: la chitarra al posto dei diritti d’autore.Taylor di certo non si fece scappare l’occasione ed è per questo motivo che compare come co-autore di Albachiara anche se non aveva scritto nè il testo e nè la musica.

Il cantautore emiliano non si è mai pentito di averlo fatto e dal suo canto esclama che anche se negli ultimi tempi aveva perso di vista il musicista non lo dimenticherà mai perchè è stato il suo maestro di musica e vita.A noi non ci resta che concludere così: Vasco sei grande!

SUGAR

Discografia Essenziale

  •     UN PO' DI ZUCCHERO1983Polydor
  •     ZUCCHERO & THE RANDY JACKSON BAND1985Polydor
  •     RISPETTO1986Polydor
  •     BLUE'S1987Polydor
  •     SNACK BAR BUDAPEST1988Polydor
  •     ORO INCENSO E BIRRA1989Polydor
  •     ZUCCHERO LIVE AT THE KREMLIN1991Polydor
  •     MISERERE1992Polydor
  •     SPIRITO DIVINO1995Polydor
  •     GREATEST HITS1996Polydor
  •     BLUESUGAR1998Polydor
  •     SHAKE2001Universal
  •     ZU&CO2004Universal
  •     THE ULTIMATE DUETS COLLECTION2005Universal
  •     FLY2006Universal
  •     ALL THE BEST2007Universal

 

Nel 1981 vince il Festival di Castrocaro con "Canto te", mentre l'anno successivo partecipa al Festival di Sanremo con il brano "Una notte che vola via". Il 1983 è l'anno di uscita del suo primo album, UN PO' DI ZUCCHERO, anticipato da una nuova partecipazione al Festival di Sanremo con il brano "Nuvola". Nel 1985 torna per la terza volta a Sanremo, con una rinnovata formula musicale in cui all'approccio melodico tradizionale si sostituisce una più spiccata influenza rhythm'n'blues: il brano presentato è DONNE e diventa il suo primo grande successo, spingendo in classifica l'album ZUCCHERO & THE RANDY JACKSON BAND.

883

Il primissimo passo nel mondo della musica che conta avviene nel 1989, quando Max e Mauro, col nome “I pop” partecipano al programma televisivo 1,2,3 Jovanotti, condotto appunto da Lorenzo, con il loro pezzo hip-hop in inglese, “Live in the music”. Dopo quell’esperienza però capiscono che l’inglese non fa per loro, e decidono di cimentarsi con testi in italiano. Così nel 1991 spediscono a Claudio Cecchetto una cassetta con la demo della canzone “Non me la menare”, cassetta che apre a Max e Mauro la strada per il successo. Infatti il pezzo piace molto al produttore, che dà la possibilità ai due ragazzi di partecipare al festival di Castrocaro, con il nome definitivo 883, ispirato dall'amata motocicletta Harley Davidson, e di realizzare il primo album. Così nel 1992 esce il singolo “Hanno ucciso l’uomo ragno”, canzone che dà anche il nome all’album, prodotto proprio da Claudio Cecchetto, dal suo braccio destro Pierpaolo Peroni (che rimarrà produttore e uno dei migliori amici di Max) e da Marco Guarnerio. E' un successo inaspettato sia per il singolo, che diventa una hit storica, sia per l’album, che arriva a conquistare la prima posizione dell’hit parade e vende ben 600.000 copie!

 
Offerta chitarre classiche di The rock shop
Chitarre classiche in offerta per principianti

SUL NOSTRO NEGOZIO ON LINE THE ROCK SHOP E IN VIA FIUME 4 A INTIMIANO (CO) TROVERAI QUESTA OFFERTA PER INIZIARE

Grandi ragazzi!