Il rock'n'roll

 

C'è chi considera il rock una specie di inno della nuova e inquieta gioventù, in cui ha plasmato la moda, la lingua, i valori della vita. Sotto l'aspetto dinamico il rock è forse il ritmo più suggestivo e ipnotico dal tempo del tam-tam o dal tamburo della giungla.
Le sue origini sono lontane e vanno ricercate nelle comunità nere del profondo Sud degli Stati Uniti d'America, presso le quali verso il 1930 esisteva un genere di musica chiamato "rhythm and blues", suonato dai neri nei loro ambienti chiusi e separati. Era una musica di protesta, scandita da un accompagnamento pesante, monotono e sempre uguale; col tempo l'attenuazione delle barriere razziali ne favorì la penetrazione anche fra i bianchi.
Dopo la seconda guerra mondiale la diffusione delle chitarre elettriche e degli impianti di amplificazione del suono generò una progressiva intensificazione di tutte le sonorità e le musiche che meglio si prestavano ad una accentuazione della potenza ritmica erano proprio quelle di origine nera.

 

Bill haley rock around the clock

 

Il mito Elvis

 

Elvis Aaron[3] Presley (Tupelo, 8 gennaio 1935Memphis, 16 agosto 1977) è stato un cantante, chitarrista e attore statunitense. È stato uno dei più celebri musicisti rock and roll di tutti i tempi e ispirazione per musicisti e rockabilly [4] , tanto da essere soprannominato Il Re del Rock and Roll o anche solo The King (Il Re in lingua inglese) [5]

La sua presenza scenica ha avuto un impatto senza precedenti sulla cultura statunitense e mondiale. Stimato da fan e critici, come da molte altre personalità dello star system del suo tempo - da Marilyn Monroe ai Beatles - ha saputo andare oltre l'arte musicale finendo per diventare una vera e propria icona della cultura pop del XX secolo.

Eccetto cinque concerti tenuti in Canada, non si esibì mai fuori dagli Stati Uniti

Nel corso della sua carriera Elvis Presley ha visto le sue canzoni approdare più volte ai vertici della Top Chart della rivista Billboard, punto di riferimento per le vendite nel mercato discografico statunitense.

Sul mercato britannico, il cantante di Tupelo piazzò ventuno singoli in vetta alle classifiche di vendita, con ottanta settimane di permanenza al primo posto. I suoi dischi a 45 giri rimasero in classifica 1.277 settimane, mentre i long playing con le sue canzoni stazionarono nella Top 10 dal novembre 1958 al luglio del 1964.[senza fonte]

In tutta la sua carriera, Presley, ha venduto oltre 1 miliardo di dischi.

 

Elvis Presley - Heartbreak Hotel 56


 

Jerry Lee Lewis - Great Balls of Fire

 

 ray charles-Hit the road Jack!

 B.B. King on Ralph Gleason's Jazz Casual 1968

 

 Stand By Me - Ben E King

  The Shadows - Apache

Nella seconda metà degli anni sessanta si affermano tre importanti musicisti che rinnovano profondamente la tradizioni del rock: Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison, leader del complesso dei Doors. Essi rappresentano un momento di svolta: fino ad allora, i musicisti rock, beat e folk avevano proposto una musica che si dichiarava alternativa ed esaltava liberali anticonformisti e libertali.

In questo messaggio, però, c'era un elemento di ambiguità, poiché il rock era diventato una musica di massa, pesantemente controllata dall'industria discografica e svuotata quindi dai suoi significati originali.

Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison denunciarono questa contraddizione con la loro musica violenta e provocatoria e con i loro atteggiamenti scandalosi e ribelli, durante i loro concerti essi distruggevano gli strumenti sbattendoli per terra o strappando loro le corde.

La stessa esasperazione caratterizzò le vite di questi musicisti: tutti e tre morirono giovanissimi a causa dell'abuso di droghe e di alcolici.

 

The Beatles "Twist and Shout"

 THE ROLLING STONES - " TIME IS ON MY SIDE"

 The Beach Boys - Don't Worry Baby

 The Doors - Light My Fire

 The Who - My Generation

 

La nascita del rock: Sargent Pepper's Lonely Hearts Club Band

 

L'idea di questo disco nasce nella primavera del 1967, quando i Fab Four - dopo aver deciso di rinunciare alle tournée - si trovano con tempo a disposizione per portare avanti progetti futuri. In vacanza nella West Coast statunitense, Paul McCartney e Neil Aspinall, futuro amministratore della Apple , trovano curiosi i nomi delle rock band di Los Angeles, piuttosto articolati e di contenuto assolutamente fantasioso.

Ispirato da tale episodio, McCartney scrive una canzone su un gruppo di musicisti classici con un nome da hippie, chiamata appunto "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", ovvero "la Banda del Club dei Cuori Solitari del Sergente Pepe".

Di ritorno a Londra, i due propongono agli altri Beatles l'idea di scrivere canzoni come se fossero cantate dal Sergente Pepe, seguendo la nuova moda del concept album resa famosa oltreoceano da Pet Sounds dei Beach Boys e Freak Out! di Frank Zappa. John Lennon e George Harrison inizialmente non accolgono favorevolmente l'idea; ma opposta è invece la reazione di Ringo Starr che si offre di cantare una canzone scritta dallo stesso McCartney, With a Little Help From My Friends, unico suo contributo come voce solista all'album.

Lennon insiste affinché tutte le sue canzoni già scritte facciano parte lo stesso dell'LP e di fronte ad una simile resistenza McCartney e Aspinall giungono ad un compromesso: la sostanza dell'album sarà semplicemente la raccolta di canzoni complete fino a quel momento, ma la copertina dovrà indicare un'opera unica, una costruzione omogenea. I brani contenuti hanno comportato 129 giorni e quasi 700 ore di registrazione, effettuata quasi interamente nello studio 2 della Emi. Ingegnere del suono, Geoff Emerick assistito da Richard Lush, le macchine di registrazione, una coppia di Studer a 4 tracce J39, primi registratori multitraccia con nastro da 1 pollice, uno dei quali è conservato come pezzo storico nel museo Studer; i microfoni erano Neumann a valvole. Per la prima volta si associa il termine "album" ad un disco in vinile[senza fonte], la doppia copertina faceva in modo che si aprisse come un libro e raffigurava una foto di loro 4 in primo piano.

 

 The Beatles - Sgt. Pepper's Lonely Hearts

 

 The Star-Spangled Banner - Jimi Hendrix

 

 

Gli anni '70

 

Con i primi anni ’70 che il rock, non più osteggiato, comincia ad essere sfruttato commercialmente e sostenuto dall’industria mainstream, perdendo i suoi connotati controculturali e configurandosi come fenomeno commerciale, non più rivolto al solo pubblico adolescenziale ma ascoltato ed apprezzato da un pubblico adulto: definizioni come Adult Oriented Rock(AOR) e soft-rock cominciano a circolare proprio in questi anni.

Il suono del rock si integra alla perfeziona in una società adulta formata dagli ex-ragazzini degli anni ’50 e ’60, una generazione cui va incontro con suoni spesso levigati e/o tradizionali: se per tutti gli anni’60 era continuata la storica tradizione del pop vocale ( dai teen idols al doo wop) come alternativa al suono delle rock-band anni ’60, nel corso dei ’70 il rock diventa una colonna portante del pop, accanto a fenomeni di pop-soul e pop tout court.

Se da una parte abbiamo neo-tradizionalisti come gli Eagles, dall’altra troviamo gruppi, più o meno melodici, più o meno pop, che fanno di un suono levigato e high-tech il proprio vessillo: da gruppi più sperimentali come Electric Light Orchestra e Penguin Cafè Orchestra, a gruppi più smaccatamente commerciali quali Supertramp, Steely Dan e i Fleetwood Mac di seconda generazione ( dopo l’abbandono di Peter Green).

Fleetwood Mac - Sara - Live in 1979

 

I Pink Floyd: la svolta

 

 

I Pink Floyd sono una rock band britannica formatasi nella seconda metà degli anni sessanta che, nel corso di una lunga e travagliata carriera, è riuscita a riscrivere le tendenze musicali della propria epoca e a diventare uno dei gruppi più importanti della storia del rock.[1][4]

Sebbene agli inizi siano stati influenzati prevalentemente dal rock psichedelico e dallo space rock, il genere al quale appartengono è in prevalenza il rock progressivo. Caratterizzati da testi filosofici, esperimenti sonori, grafiche innovative e spettacolari concerti, hanno venduto oltre 210 milioni di dischi in tutto il mondo,[5][6][7] di cui 74,5 milioni nei soli Stati Uniti.[8] I Pink Floyd hanno influenzato considerevolmente la musica successiva, dai gruppi progressive degli anni settanta, come Genesis e Yes,[9] fino a musicisti contemporanei, come Nine Inch Nails[10] e i Dream Theater.[11]

Il gruppo, nato a Londra nel 1965,[12][13] è formato dal cantante e chitarrista Roger Keith "Syd" Barrett, dal bassista George Roger Waters, dal batterista Nicholas Berkeley "Nick" Mason e dal tastierista Richard William "Rick" Wright. Nel 1968 si aggiunge al gruppo il chitarrista David Jon "Dave" Gilmour[12][13], che sostituisce Barrett, costretto ad abbandonare da problemi psichiatrici esacerbati dall'uso di droghe pesanti.

La band, dopo essersi fatta notare grazie a lavori di stampo psichedelico, raggiunge la maturità con Atom Heart Mother, e si afferma a livello mondiale con The Dark Side of the Moon ed i successivi album, tra cui Wish You Were Here e The Wall, che consegnano i quattro alla storia del rock. La formazione non subisce sostanziali cambiamenti fino al 1985, con la dipartita di Waters;[13] escludendo una parentesi in cui Wright figura solo come session man.[12] I membri rimanenti pubblicano altri due album in studio di notevole successo: A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell. La formazione cessa la propria attività nel 1994,[12] e si scioglie nel 2006, quando Gilmour nega ufficialmente la possibilità di una reunion.[13] Con la morte di Wright, nel 2008, si spengono di fatto le speranze dei fan.

Pink Floyd "Shine On You Crazy Diamond" Syd Barrett Tribute

 

 

La disco music

 

L'idea di discoteca è originaria dell'Europa e risale all'occupazione nazista in Francia. All'epoca era vietato suonare il Jazz, un genere nero e tipico degli Usa, nei locali e per questo motivo molte persone si riunivano per ascoltare le loro canzoni preferite su vinile. La cosa non aveva molto a che fare con la discoteca come noi la intendiamo, ma per la prima volta nella storia la gente usciva per ascoltare e ballare musica registrata.
In America questa idea fu esportata da un francese, Arthur che aprì la prima discoteca americana nei primi anni 60 e il suo primo dj fu un cameriere, Hyatt Magro. Questo nuovo atteggiamento verso il ballo divenne ancora più importante, alcuni anni anni dopo, con il British Pop invasion in un club di New York chiamato Electric Circus. Il suo dj Terry Noel diede un contributo enorme alla figura del disk jockey, che non era più solo uno che passa i dischi, associando le luci al ritmo e i dischi secondo generi e umori.
Ma la nascita del vero dj risale quasi sicuramente al club The Sanctuary ad opera di un italo-americano (guarda caso!) Francis Grasso: la folla andava in delirio per i perfetti accostamenti di ritmo e quei strani esperimenti di batterie e percussioni incrociate (anche se il Maestro non aveva ancora piatti col pitch!).
Nei primi anni 70 alcuni dj's di origine italiana sono protagonisti delle scene disco: Nicky Siano (divenuto in seguito resident del mitico Studio 54), inizia a proporre musica innovativa, come Love's Theme di Love Unlimited Orchestra, T.S.O.P. di M.F.S.B., mentre Dave Mancuso lancia uno sconosciuto singolo import, Soul Makossa di Manu Dibango: improvvisamente la Disco emerge dai clubs e diventa fenomeno di massa. George McCrae, Hues Corporation, Barry White raggiungono i vertici delle classifiche di tutto il mondo. Ma altre città dopo New York iniziano a proporre i loro artisti creando veri e propri filoni all'interno della Disco: Philadelphia lancia i già citati Mother Father Sister & Brothers (M.F.S.B.), Billy Paul, O'Jays, Harold Melvin & Blue Notes e tanti altri grazie alla label Philadelphia International fondata da Kenneth Gamble e Leon Huff, e da Miami la TK Disco sforna nomi come K.C. and the Sunshine Band, Jimmy Bo Horne, T-Connection, Foxy, Peter Brown, Anita Ward, etc.
Dj's ed i produttori divennero le stars di questo nuovo filone musicale, e tra quest'ultimi Tom Moulton che presentò un'innovazione notevole: lui inventò letteralmente il discomix (inizialmente chiamato "Giant 45") quasi per caso. Un giorno andò in sala per travasare in acetato i nastri di "I'll Be Holding On" di Al Downing ma i 7" erano finiti e col tecnico decisero di usare un 10"; durante il passaggio notarono con entusiamo che potevano aumentare il segnale di ben +6 dB e far suonare il pezzo con una dinamica molto più alta! la volta successiva usò direttamente il formato 12" incidendo il primo mix promo della storia: "So Much For Love" dei Moment of Truth. La sua idea creativa portò alla pubblicazione ufficiale del primo 12 pollici: " Ten Percent" dei Double Exposure uno dei singoli più venduti della storia della storia della Disco Music, su etichetta Salsoul. Fondata nel 1975 da Joe e Ken Cayre con la collaborazione del musicista latinoamericano Joe Bataan, con l'idea di unire ritmi latinoamericani con R&B, la Salsoul fu la prima label a distrubuire il mix sul mercato di massa. (originariamente i 12" erano un supporto promozionale solo per dj's). Tom Moulton aveva cominciato a mixare due 45 giri della stessa canzone per creare versioni più lunghe e finalmente il pubblico poteva acquistare anche le sue creazioni elaborate e remixate su vinile. Le sue idee pioneristiche iniziate col medley di 3 canzoni mixate nel primo album di Gloria Gaynor, "Never can say goodbye" diedero il via ad una nuova industria di produzione e remixing che diede un nuovo slancio alla Disco. Tom ricostruiva completamente le canzoni allungando e ripetendo le migliori parti, ampliando, quindi notevolmente lo schema del pezzo: basti pensare a More More More di Andrea True Connection o la soprendente long version di Disco Inferno dei Trammps o ancora Instant Replay di Dan Hartman.

Nella tarda metà dei '70 il contagio tocca anche l'Europa e dal Vecchio Continente arrivano i primi hits : "Love to love you baby" di Donna Summer, prodotto da Giorgio Moroder fu il brano più lungo della Disco Music (17 minuti e passa) consacrando la giovane artista come Disco Queen dei clubs.
Il genere stava influenzando notevolmente la società ed alla fine del 1977 il film " Saturday Night Fever " trasformò la musica di discoteca in una moda che contagiò tutti i giovani del periodo: grande successo per il film, la sua colonna sonora e consacrazione definitiva per l'interprete principale John Travolta.

Donna Summer Last Dance

 

Medley - Saturday Night Fever

 

Il punk

 

Punk è un termine inglese (che come aggettivo significa di scarsa qualità, da due soldi) nato per identificare una subcultura giovanile emersa nel Regno Unito e negli U.S.A. a metà degli anni settanta.

Il termine nacque dalla musica Punk, o meglio Punk rock, una musica rozza, rumorosa, poco complessa e diretta, nata a metà anni settanta in Inghilterra e negli Stati Uniti con gruppi come Ramones, Sex Pistols, Dead Boys, The Damned o Clash e portata avanti ancora dopo negli anni a venire fino ad oggi con le relative evoluzioni.

La storia molto complessa del movimento punk ha influenzato numerose forme d'arte e aspetti culturali in genere, dalla musica alla letteratura, dalle arti visive alla moda.

Per essere precisi, la musica punk cominciò ad emergere nei primi anni settanta nella East Coast degli Stati Uniti, in particolare a New York e Detroit. La corrente però non era ancora conosciuta come punk rock, poiché il termine nacque qualche anno dopo. Questo movimento musicale era quindi identificato come una continuazione del garage rock degli anni sessanta, genere la cui caratteristica era, appunto, un'essenza grezza e assai diretta, rispetto ad altri generi di rock & roll. Il genere poteva però essere definito anche come hard rock, infatti gruppi come MC5, The Stooges o Patti Smith erano musicisti che si rifacevano in parte a questo stile. Tra i più noti gruppi proto-punk vanno annoverati The Stooges, MC5, Iggy Pop, New York Dolls, Talking Heads, Television, Blondie, Devo, Patti Smith e molti altri. I gruppi in questione erano quindi riconosciuti come garage rock, hard rock, glam rock o semplicemente rock & roll. Alcuni gruppi dei primi anni settanta infatti, incorporavano tipici elementi glam rock, su tutti i New York Dolls, poi Iggy Pop, ma anche David Bowie, Roxy Music ed altri. Questa prima fase sarà chiamata "proto-punk", poiché questi gruppi connotavano elementi stilistici tipici del punk rock, ancora prima della sua nascita e quindi del suo riconoscimento.

The Sex Pistols - God Save The Queen

 

Il pop

 

 

Il termine pop nacque negli anni venti come abbreviazione di popular music e veniva usato in senso molto ampio per riferirsi all'intero corpus della musica popolare occidentale, intesa come "di gradimento generale, diffuso, popolare" ("having popular appeal")[3], ciò la poneva in contrapposizione alla tradizione colta (musica classica e musica d'avanguardia).

Con lo sviluppo in quest'ordine dell'editoria musicale, della radio, dell'industria discografica e delle logiche industriali, il termine popular music ha assunto significati autonomi rispetto alle forme musicali tradizionalmente intese come appartenenti alla "musica popolare". Sebbene, infatti, l'espressione musica popolare sia una traduzione letterale dell'inglese popular music, quest'ultima è definibile come musica fatta per la gente e, quindi, per definizione accessibile ad un numero quanto più grande è possibile di persone con l'aiuto dei mass media (quello che in Italia si indica come musica leggera), la seconda è invece musica fatta dalla gente (quella che nel mondo anglosassone è indicata come folk music) e legata a una tradizione prettamente orale, come ad esempio i canti delle mondine e i cosiddetti canti popolari.

Le correnti principali che costituiscono il macroinsieme popular music sono il pop, inteso come sottocategoria, e il rock[1]. Questa frammentazione e specificazione del senso generale dell'espressione popular music si è prodotto all'incirca alla metà del XX secolo, nel momento in cui forme di musica ritenute tradizionalmente come meno "colte" si sono impossessate di uno statuto culturale più solido: il pop si è affermato come musica di facile ascolto e di intrattenimento su larga scala, recependo il senso originario di popular appeal, mentre il rock, ereditando il portato anche sociale dell'eversione rock & roll, si è conquistata un'identità controculturale e underground.

Motown 25 Anniversary Parte 02

 

Duran Duran - Notorious - Domenica in 1987

 

 

La rivoluzione del videoclip: MTV

 

 

Il video musicale può essere considerato un incentivo espressivo notevole per gli artisti (i Devo ad esempio li usano per diffondere la loro teoria della "devo-luzione"), Mtv (prima messa in onda 1981) e network simili dalla metà degli anni '80 si affermano come un ulteriore mezzo divulgativo e una grossa opportunità di acquisire visibilità e popolarità, le trasmissioni video portano anche a una suddivisione commerciale dei generi per venire incontro ai gusti di più persone, in particolare dei giovani, questo perchè appunto la tv si rivolge a un pubblico sempre più vasto e per funzionare deve poter agire su più target. Ovviamente la necessità di audience e la presenza dell'aspetto visuale porta i network a favorire un certo tipo di band o di solista piuttosto che un altro, nascono le boy band (Take That, *NSYNC) e le girl band (Spice Girls, Destiny's Child) gruppi vocali la cui immagine gioca un ruolo fondamentale, e a questo proposito estremo è il caso del produttore Frank Farian il quale lancia verso la fine degli anni '80 un gruppo di grande successo di nome Milli Vanilli, costituito in effetti da un gruppo di musicisti che lavorava nell'ombra, e un altro gruppo più fotogenico che appariva sul palco ballando e cantando in playback, quando questo si scopre si viene a creare uno scandalo, ma un caso simile si era già verificato negli anni '60 con i Monkees, i cui componenti erano gli attori protagonisti di una nota sitcom americana dell'epoca[6]. In questo periodo le major escono dalla crisi in cui si erano trovate dopo l'esplosione delle etichette indipendenti, ma negli anni '90 si trovano ad affrontare un altro fenomeno che piegherà la curva delle loro vendite discografiche.

Queen - Bohemian Rapsody HD

 

La house music

 

L'house music nacque come sviluppo naturale della disco music[2]. I pionieri del nuovo genere musicale furono i dj Frankie Knuckles, Larry Levan e Nicky Siano, che agli inizi degli anni settanta dalla console del Gallery di New York furono i primi a sperimentare nuove strade musicali come il "beat matching", che consiste nel portare allo stesso "tempo" due dischi suonati consecutivamente, per poi passare dall'uno all'altro facendo proseguire la musica senza soluzione di continuità.[3]

Un'altra importante innovazione del Gallery fu quella di utilizzare una console munita di tre piatti: i primi due utilizzati per i dischi mentre il terzo permetteva di inserire nelle canzoni effetti e suoni scelti dal dj[3].

In Europa la musica house iniziò a diffondersi già dal 1986 in Inghilterra. Nel frattempo anche a Ibiza, già nota da fine anni settanta per la sua vita notturna, il nuovo suono di Chicago si era diffuso in numerose discoteche come l'Amnesia, dove veniva suonato in party all'aria aperta e accompagnato dall'assunzione di ecstasy, droga che divenne simbolo delle discoteche.[2]

L'anno chiave per l'esplosione dell'house in Inghilterra fu il 1987 quando dj come Paul Oakenfold e Danny Rampling importarono il suono di Ibiza nelle discoteche britanniche, in particolar modo a Londra (Shoom) a Birmingham (Heaven, il Future, Spectrum e il Purple Raines) e Manchester (Hacienda)[2]. L'anno seguente la moda dell'acid house, e con essa il consumo di ecstasy, si diffuse a macchia d'olio in tutto il paese[1] diventando un vero e proprio fenomeno culturale giovanile. Uno dei tratti caratteristici di questa "Second Summer of Love" (come fu definita dai mass media) furono i rave party, manifestazioni musicali molto spesso illegali organizzate all'interno di aree industriali abbandonate o in spazi aperti, che divennero in breve tempo un problema di ordine pubblico nella rigida Inghilterra dell'epoca Thatcher. Nonostante l'origine dei rave party illegali sia avvenuta all'interno della scena house, negli anni successivi la musica ascoltata all'interno di essi è diventata la techno con i suoi sottogeneri, mentre la house ne è stata esclusa.

Class Action - Weekend (1983 Disco - Lerry Levan Mix).

 

Tecktonik

 

Il fenomeno La danza Tecktonik, sebbene abbia radici primordiali nel Belgio, si sviluppa in Francia dove appare per la prima volta nel 2000, nel nightclub Metropolis, alla periferia di Parigi. La cultura Tecktonik, è diventata un fenomeno di massa tra i giovani francesi. Il ballo è visivamente molto accattivante, caratterizzato da frenetici movimenti delle braccia che paiono quasi disarticolate, mentre il movimento delle gambe è più "modesto"; all'apparenza può apparire un ballo complesso, ma non per questo è riservato ad una elìte di ballerini provetti: per questo motivo sta avendo grande successo, poiché quasi tutti i giovani possono provare a cimentarsi e con un po' di pratica rendere i movimenti sempre più fluidi; in Francia nelle vie delle grandi città non è raro imbattersi in gruppi di giovani ballerini che organizzano "lezioni di gruppo".Un altra interessante manifestazione del successo è il formarsi di molti team, ovvero vere e proprie squadre di ballerini amici che hanno nomi, simboli e grafiche personali. Come ci si poteva aspettare, a partire dal 2007 questo fenomeno ha rotto i propri confini per essere conosciuto anche in altri paesi europei e non, come l'Italia, la Spagna, la Germania, la Svizzera, gli Stati Uniti, il Canada, il Marocco, il Giappone. Nel 2008 parte da Torino Tecktonik Italia, il movimento ufficiale nel nostro Paese, per la divulgazione della musica e dello stile di vita Tecktonik, la gestione delle serate-eventi,la condivisione dei video e per trovare l'abbigliamento e gli accessori ufficiali Tecktonik.I ballerini di Tecktonik adottano un look quasi opposto a quello utilizzato dai ballerini hip hop, ovvero magliette, felpe e pantaloni più attillati, mentre le scarpe possono essere sia sneakers basse che alte in stile basket e arti marziali. Non esiste comunque un vero e proprio modo di vestire "tecktonik", nel senso che il look in questa cultura è questione abbastanza personale; infatti, i ballerini più famosi hanno ciascuno un proprio stile facilmente riconoscibile. La marca Tecktonik ha creato un sua linea di vestiario e accessori ufficiali destinati ai "danseur" delle serate Tecktonik killer organizzate al Metropolis, in cui grande influenza è esercitata dall'estetica cyberpunk e dalla recente moda Nu Rave e dove i ballerini spesso spingono il loro stile all'eccesso, adoperando tagli di capelli "futuristici", qualche volta persino gothik, e ricorrendo magari a make-up specifici . Blog & Video sharing Internet è sicuramente il mezzo che più ha contribuito a rendere la Tecktonik famosa e in particolar modo il sito di video sharing Youtube, attraverso il quale i giovani caricano i propri video per misurarsi virtualmente con gli altri e per "studiare" le mosse avversarie. Inoltre molti team hanno spesso un proprio blog attraverso cui raccontarsi e pubblicare video e musiche . La Tecktonik è "sbarcata" in Italia a partire dal settembre 2007 ed è ancora pressoché sconosciuta ai più. I pochi danseur italiani che la praticano hanno come unico strumento per impararla l'attento studio dei video dei "cugini" d'oltralpe, e si conoscono e confrontano su Youtube grazie a una rete di video da loro creati. La prima città italiana che ha ospitato eventi Tecktonik ufficiali è stata Torino, importante snodo tra la Francia e l'Italia.

 

BATTLE TECKTONIK AU LAFAYETTE V.O FG DJ RADIO